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02. La rotta de la vita
 
     
 


Un regalo del mio Padre Dio è stato un viaggio di tranta giorni in nave da Nueva York a Valparaiso. Per la generosa bontá del capitano avevo un tavolino sul ponte di comando al fianco del timoniere, dove andavo a lavorare tranquillo, con luce, aria, bel panorama: L' unica distrazione erano le voci di comando in relazione alla rotta del viaggio. Lassú ho appreso che il timoniere, come mi diceva il capitano, porta le nostre vite nelle sue mani perché guida la rotta della nave. La rotta nella navigazione è importantissima. Un pilota la costata continuamente, la segue passo a passo sopra la carta, la controlla prendendo l' angolo del sole e l' orizzonte, si preoccupa nei giorni nuvolosi perché non ha potuto verificarla, si scrive sulla lavagna davanti al timoniere, gli danno ordini che, per assicurarsi che li ha compresi deve ripeterli uno a uno. "A sinistra, a destra, un poco a sinistra, cosí come va". Sono voci di comando che ho imparato e non dimenticheró.

Ogni volta che salivo sul ponte e vedevo il lavoro del timoniere non potevo fare a meno di realizzare una meditazione fondamentale, la piú fondamentale di tutte, quella che segna la rotta della vita.

A Nuova York una quantitá di navi di tutte le specie. Che cosa fa la differenza? La rotta che prenderanno. La stessa nave Illapel a Valparaiso prendeva la rotta verso Nuova York o Rio de Janeiro; a Nuova York prendeva la rotta verso Liverpool o Valparaiso.

Apprezzare la necesitá di prendere in serio la rotta. In una rotta il pilota trascurato è congedato immediatamente, perché lui ha una responsabilitá sacra. E nella vita, facciamo attenzione alla nostra rotta?.

Qual' è la tua rotta?. Se fosse necessario fermarsi in questa idea io prego che o gnuno di voi le dia la massima importanza perché dare nel segno in questo, è darlo in tutto; fallire in questo, è semplicemente fallire.

Nave magnifica: il "Queen Elizabeth", 70. 000 tonnelate (il Illapel caricato fa 8000 tonnelate). Si, tentato per la sua bellezza, salgo a bordo senza preoccuparmi della sua rotta corro el rischio de arrivare a Manila invece che a Valparaiso e invece di stare con voi, veda faccie Filippine.

Quanti vanno senza rotta e perdono la loro vita! La sciupano miserabilmente, la rovinano senza nessun senso, in favore di nessuno, senza allegria e dopo qualche tempo sentono la tragedia di vivere senza senso. Alcunni prendono la rotta a tempo, altri naufragano in alto mare, o muoiono per mancanza di alimento, perduti, o vanno a sfracellarsi in una scogliera solitaria.

Il tragico problema della mancanza di rotta, forse il piú tragico problema della vita. Quello che perde piú vite, il risponsabile delle maggiori rovine. Io penso che se gli scogli morali fossero fisici e la nostra condotta fosse una nave di ferro anche se costruita molto solida no rimarrebbero che resti di naufragio.

Se la fede ci da la rotta e l' esperienza ci mostra gli scogli prendiamoli in serio. Mantenere il timone e come in ogni momento le onde i le correnti cambiano la rotta bisogna rettificare, rettificare a ogni istante, di giorno e di notte: no alle coste attrattive, ma la rotta segnalata! domandare a Dio la grazia grande: essere uomini di rotta.

1. Il porto di partenza. È il primo elemento básico che bisogna fissare. Inchiodare qui la mia anima nel fatto basico: Dio ed io. Il primo fatto importante di tutta la filosofia, di tutto il sistema di vita: vengo da Dio, sí da Lui, tutto da Lui. Niente piú vero e su questo fatto vado a edificare la mia vita, su questo primo dato vado a fissare la mia rotta. Prendere in serio queste veritá, che servano per fondare la mia vita per darmi una rotta. Da qui anche quella attitudine, non di orgoglio ma di valore, di serenitá e di fiducia che ci da la nostra fede: non ci basiamo in una bazzecola ma in una massiccia veritá.

2. Il porto di arrivo. È l' altro punto che fissa la rotta. Valparaiso o Liverpool?. Da Nuova York partiva assieme a noi Liberty portaaerei. Verso dove vanno?. Dall' universitá del Cile o dalla fabbrica? Verso dove? Il fine de la mia vita è quello.

3. Il cammino: ho i due punti, i due porti verso dove oriento la mia nave? Al porto di arrivo per un cammino che è la Volontá di Dio. La realizzazione in concreto di quello che Dio vuole. Ecco qui la grande sapienza. Tutto il lavoro della vita prudente consiste in questo: nel conoscere la volontá del mio Signore e Padre. Lavorare per conoscerla, lavoro serio, lavoro di tutta la vita, di ogni giorno, di ogni mattina: che vuoi Signore da me? Lavorare per realizzarla, servirlo in ogni momento. Questa è la mia grande missione, maggiore che fare miracoli. Dio ci vuole santi non mediocri, ma santi.

Qual' è il mio cammino di vita? La Volontá di Dio: santificarmi cooperare con Dio, realizzare la sua opera. Ci sará qualque cosa piú grande, piú degna, piú bella, piú capace di entusiasmare? Arrivarre al porto! .

Per arrivare al porto non c' è altro cammino che ci possa condurre. Gli altri vanno ad altri porti che non sono il mio. Qui sta tutto il problema della vita. Arrivare al porto che è il fine della mia esistenza. Chi azzecca, azzecca: chi non arriva qui è un gran fallitto, che sia miglionario, un Hitler, un Napoleone, un fortunato nell' amore, se non arriva qui, la sua vita non vale niente. Se arriva qui, felice lui per sempre. Amén! .

Da dove vengo? verso dove vado? Per qual cammino? Affrontare la rotta. Il timone saldo nella mano e quando soffiano i venti: rotta a Dio e quando mi chiamano dalla costa: rotta a Dio! e quando mi stanco, rotta a Dio! .

Solo? no, con tutti i tripulanti che Cristo ha voluto incaricarmi di condurli, di alimentarli, di rallegrarli. Che grande è la mia vita! . Che piena di senso con molte rotte verso il cielo. Dare agli uomini quello che è piú prezioso: Dio. E dare a Dio quello che piú ama, quello per il qualle ha dato il suo Figlio: gli uomini. Signore aiutami a sostenere il timone sempre verso il cielo e si lo lascio inchiodimi nella mia rotta per la tua Madre Santissima Stella dei mari, dolce Vergine Maria.

 
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