Un regalo del mio Padre Dio è stato un viaggio di tranta giorni in nave
da Nueva York a Valparaiso. Per la generosa bontá del capitano avevo un
tavolino sul ponte di comando al fianco del timoniere, dove andavo a
lavorare tranquillo, con luce, aria, bel panorama: L' unica distrazione
erano le voci di comando in relazione alla rotta del viaggio. Lassú ho
appreso che il timoniere, come mi diceva il capitano, porta le nostre
vite nelle sue mani perché guida la rotta della nave. La rotta nella
navigazione è importantissima. Un pilota la costata continuamente, la
segue passo a passo sopra la carta, la controlla prendendo l' angolo del
sole e l' orizzonte, si preoccupa nei giorni nuvolosi perché non ha
potuto verificarla, si scrive sulla lavagna davanti al timoniere, gli
danno ordini che, per assicurarsi che li ha compresi deve ripeterli uno
a uno. "A sinistra, a destra, un poco a sinistra, cosí come va". Sono
voci di comando che ho imparato e non dimenticheró.
Ogni volta che salivo sul ponte e vedevo il lavoro del timoniere non
potevo fare a meno di realizzare una meditazione fondamentale, la piú
fondamentale di tutte, quella che segna la rotta della vita.
A Nuova York una quantitá di navi di tutte le specie. Che cosa fa la
differenza? La rotta che prenderanno. La stessa nave Illapel a
Valparaiso prendeva la rotta verso Nuova York o Rio de Janeiro; a Nuova
York prendeva la rotta verso Liverpool o Valparaiso.
Apprezzare la necesitá di prendere in serio la rotta. In una rotta il
pilota trascurato è congedato immediatamente, perché lui ha una
responsabilitá sacra. E nella vita, facciamo attenzione alla nostra
rotta?.
Qual' è la tua rotta?. Se fosse necessario fermarsi in questa idea io
prego che o gnuno di voi le dia la massima importanza perché dare nel
segno in questo, è darlo in tutto; fallire in questo, è semplicemente
fallire.
Nave magnifica: il "Queen Elizabeth", 70. 000 tonnelate (il Illapel
caricato fa 8000 tonnelate). Si, tentato per la sua bellezza, salgo a
bordo senza preoccuparmi della sua rotta corro el rischio de arrivare a
Manila invece che a Valparaiso e invece di stare con voi, veda faccie
Filippine.
Quanti vanno senza rotta e perdono la loro vita! La sciupano
miserabilmente, la rovinano senza nessun senso, in favore di nessuno,
senza allegria e dopo qualche tempo sentono la tragedia di vivere senza
senso. Alcunni prendono la rotta a tempo, altri naufragano in alto mare,
o muoiono per mancanza di alimento, perduti, o vanno a sfracellarsi in
una scogliera solitaria.
Il tragico problema della mancanza di rotta, forse il piú tragico
problema della vita. Quello che perde piú vite, il risponsabile delle
maggiori rovine. Io penso che se gli scogli morali fossero fisici e la
nostra condotta fosse una nave di ferro anche se costruita molto solida
no rimarrebbero che resti di naufragio.
Se la fede ci da la rotta e l' esperienza ci mostra gli scogli
prendiamoli in serio. Mantenere il timone e come in ogni momento le onde
i le correnti cambiano la rotta bisogna rettificare, rettificare a ogni
istante, di giorno e di notte: no alle coste attrattive, ma la rotta
segnalata! domandare a Dio la grazia grande: essere uomini di rotta.
1. Il porto di partenza. È il primo elemento básico che bisogna fissare.
Inchiodare qui la mia anima nel fatto basico: Dio ed io. Il primo fatto
importante di tutta la filosofia, di tutto il sistema di vita: vengo da
Dio, sí da Lui, tutto da Lui. Niente piú vero e su questo fatto vado a
edificare la mia vita, su questo primo dato vado a fissare la mia rotta.
Prendere in serio queste veritá, che servano per fondare la mia vita per
darmi una rotta. Da qui anche quella attitudine, non di orgoglio ma di
valore, di serenitá e di fiducia che ci da la nostra fede: non ci
basiamo in una bazzecola ma in una massiccia veritá.
2. Il porto di arrivo. È l' altro punto che fissa la rotta. Valparaiso o
Liverpool?. Da Nuova York partiva assieme a noi Liberty portaaerei.
Verso dove vanno?. Dall' universitá del Cile o dalla fabbrica? Verso
dove? Il fine de la mia vita è quello.
3. Il cammino: ho i due punti, i due porti verso dove oriento la mia
nave? Al porto di arrivo per un cammino che è la Volontá di Dio. La
realizzazione in concreto di quello che Dio vuole. Ecco qui la grande
sapienza. Tutto il lavoro della vita prudente consiste in questo: nel
conoscere la volontá del mio Signore e Padre. Lavorare per conoscerla,
lavoro serio, lavoro di tutta la vita, di ogni giorno, di ogni mattina:
che vuoi Signore da me? Lavorare per realizzarla, servirlo in ogni
momento. Questa è la mia grande missione, maggiore che fare miracoli.
Dio ci vuole santi non mediocri, ma santi.
Qual' è il mio cammino di vita? La Volontá di Dio: santificarmi
cooperare con Dio, realizzare la sua opera. Ci sará qualque cosa piú
grande, piú degna, piú bella, piú capace di entusiasmare? Arrivarre al
porto! .
Per arrivare al porto non c' è altro cammino che ci possa condurre. Gli
altri vanno ad altri porti che non sono il mio. Qui sta tutto il
problema della vita. Arrivare al porto che è il fine della mia esistenza.
Chi azzecca, azzecca: chi non arriva qui è un gran fallitto, che sia
miglionario, un Hitler, un Napoleone, un fortunato nell' amore, se non
arriva qui, la sua vita non vale niente. Se arriva qui, felice lui per
sempre. Amén! .
Da dove vengo? verso dove vado? Per qual cammino? Affrontare la rotta.
Il timone saldo nella mano e quando soffiano i venti: rotta a Dio e
quando mi chiamano dalla costa: rotta a Dio! e quando mi stanco, rotta a
Dio! .
Solo? no, con tutti i tripulanti che Cristo ha voluto incaricarmi di
condurli, di alimentarli, di rallegrarli. Che grande è la mia vita! .
Che piena di senso con molte rotte verso il cielo. Dare agli uomini
quello che è piú prezioso: Dio. E dare a Dio quello che piú ama, quello
per il qualle ha dato il suo Figlio: gli uomini. Signore aiutami a
sostenere il timone sempre verso il cielo e si lo lascio inchiodimi
nella mia rotta per la tua Madre Santissima Stella dei mari, dolce
Vergine Maria.