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09. Sempre in contatto con Dio
 
     
 

Reflessione personale scritta in Novembre del 1947

Grande apostolo non è l' attivista, ma quello che in ogni momento vive la sua vita spinto dall' impulso divino. Ogni nostra azione possiede un momento divino. Dio comincia, Dio accompaña, Dio porta a termine. La nostra opera, quando è perfetta è nello stesso tempo tutta sua e tutta mia. Se è imperfetta, lo è perqué ci habbiamo messo i nostri difetti, è perché non habbiamo conservato il contatto con Lui durannte tutto il tempo dell' azione; è perché abbiamo camminato troppo in fretta o troppo adagio di Dios. La nostra attività non è del tutto feconda se non quando si sottomette perfettamente al ritmo divino, sincronizzandosi perfettamente alla sua volontà.

Però, sarebbe pericoloso sotto pretesto di vivere in contatto con Dio, rifugiarci in una pigra sonnolenza. Entra nel disegno di Dio essere spremutii... La carità ni spinge in tal modo che non possiamo rifiutare il lavoro: consolare una persona triste, aiutare un povero, visitare un ammalato, ringraziare per un favore ricevuto, dare una conferenza, fare una osservazione, compiere un servizio, scrivere un articolo, organizzare una attività; e tutto questo come un soprappiù al lavoro di ogni giorno.

Se uno ha cominciato a vivere per Dio rinnegando se stesso e amando agli altri, tutte le miserie del mondo si daranno appuntamento alla sua porta. Se qualcuno ha compiuto con responsabilitá il lavoro ordinario, deve esere preparato per accettare attività straordinarie. In questo modo la nostra vita e lo zelo apostolico, ci spingeranno per una corsa siempre più veloce che ci consuma, soprattutto perche non ci dà. tiempo per riparare le nostre forze fisiche o spirituali... e arriva il giorno in cui la macchina si rompe. E quando noi ci credevamo indispensabili, viene un altro a occupare il nostro posto!

Nonostante questo, possiamo rifiutarci? Non era la carità di Cristo che ci spingeva? E darci tutto ai nostri fratelli, non era forse darci a Cristo? Quanto più si ama tanto piú si soffre. Anche dicendo di no a mille proposte di lavoro, uno rimane sopraffatto e non gli rimane tempo per rientrare in sé stesso e di incontrarsi con Dios. Doloroso conflitto di una doppia ricerca: quella del piano di Dio, che dobbiamo realizzare tra nostri fratelli; e la ricerca dello stesso Dio che desideriamo contemplare e amar. Conflitto doloroso che non può essere risolto se non nella carità che è indivisibile.

Se uno volesse iservare gelosamente le sue ore di tranquillità, di dole preghiera, di lettura spirituale, di meditazione tranquilla temo che sarebbe un egoista, un servo infedele. La carità di Cristo ci spinge, essa ci obbliga a offrirgli, momento per momento, tutta la nostra attività, facendoci tutto a tutti (cfr. 2 Cor 5,14; 1Cor 9,22). Potremmo continuare tranquillamente per la nostra strada se ci imbattessimo con un moribondo, per il quale noi siamo "l'unico prossimo"?

Però, nonosstante tutto, dobbiamo pregare, pregare. Cristo si ritirava molto spesso per pregare; prima di cominciare il suo ministero, si ritirò cuaranta giorni nel deserto. Cristo conosceva chiaro tutto il piano divino, però non ne realizzò che una parte. Avrebbe voluto salvare tutti gli uomini e, nonostante, non poté vivere tra loro se non tre anni.

Cristo non aveva bisogno di riflettere per fare la volontà del Padre: Conosceva perfettamente tutto il piano di Dio, nel suo insieme e in ciascun dettaglio. E nonostante si ritirava per pregare. Egli voleva dare a suo Padre l'offerta pura di tutto il suo tempo, occuparsi di Lui solo, per glorificarlo e dargli tutto. Voleva, davanti al Padre, nel silenzio e nella solitudine, riunire nel suo cuore misericordioso tutta la miseria umana per farla piú e piú sua, per sentirsi oppresso, per piangerla. Cristo non si lascò assorbire dall' attività.. Egli, che come nessuno aveva il desiderio ardente di salvare i suoi fratelli, si ritirava e pregava. I nostri progetti, che devono essere parte del piano di Dio, debbono essere ogni giorno rivisti e corretti.

Dopo ogni azione dobbiamo ritornare continuamente alla preghiera per ritrovare noi stessi e incontrarci con Dio; per esaminarre tranquillamente, se veramente camminiamo nella strada di Dio, per ascoltare di nuovo la chiamata del Padre, per sintonizzare con le onde divine, per spiegare le vele, seguire il soffio dello Spirito. I nostri piani di apostolato hanno bisogno di essere controllati e tanto piu cuanto più siamo generosi. Quante volte vorremmo abbracciare troppo, più di quello che possono fare le nostre forze!

Per conservare iol contatto con Dio, per mantenerci sempre sotto l' impulso dello Spirito, per non construire niente che non sia secondo il desiderio di Cristo, è necessario imporre periodicamente delle restrizioni al propio programma di apostolato. L'azione può diventare dannosa quando rompe l'unione con Dios. Non si tratta de una unione sensibile, ma sí della unione vera, la fedeltá, fino ai dettagli, al volere divino. L'equilibrio della vite apostoliche si può ottenere solo con la preghiera. I santi conservano l'equilibrio perfetto tra l'orazione e l'azione che si compenetrano fino a non poter separare. Tutti i santi si sono imposti ore, giorni e mesi per dedicarse alla santa contemplazione.

Questa vita di preghiera deve portare l'anima a donarsi totalmente a Dio, al dono completo di se stessa. Molti perdono anni e anni nell' intento d' ingannare Dio. La maggior parte dei loro direttori spirituali non insistono sufficientemente nel dono completo di se stessi. Lasciano l `anima in quello stato mediocre con Dio; chiedono e offrono pratiche religiose, orazioni complicate. Ma questo non basta per vuotare l'anima di se stessa, la riempie invece, non le rivela le sue dimensioni, non la innonda di Dio. Non cié amore che l'amore totale che dilata l' anima secondo la propia misura. E con il dono di se stessi che bisogna cominciare e poi continuare e terminare.

Darsi è compiere un atto di giustizia. Darsi è offrirsi a Dio, daregli tutto quello che uno possiede, è orientar tutte le propie capacità di azione verso il Signore; darsi è dilatare il propio cuore e dirigere fortemente la propia volontà verso colui che ci aspetta, darsi è amare per siempre e di una maniera cosí completa come uno è capace. Quando uno si è dato, tutto appare semplice. Ha trovato la libertà ed sperimenta la verità della parola di Sam Agostino: Ama e fa quello che vuoi

 

 
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