Testi
11.
I pericoli della fede
 
     
 

Invito a seguire Crsito

"Potete here il calice... lo possiamo!" (Mt 20,22)

Giacomo e Giovanni chiedono al Signore, con nobile ambizione, di sedersi al suo franco nella sua gloria.; sublime ambizione, e Gesú risponde loro parlando della gran avventura in cui si stanno imbarcando se chiedono questo. privilegio. Dovete correre un tremendo pericolo per raggiungerlo. Potete bere il calice, potete essere battezzati con il mio battesimo? —Si, lo possiamo!
Questo è il nostro dovere: arrischiarci ogni giono per conquistare la vita eterna. Arrischiare vuol dire correre un pericolo: mancanza totale di sicurezza! Colui che vuol salvarsi deve arrischiare. Non cé pericolo quando non cé paura, incertezza, ansietá e timore. In questo consiste la grandezza della fede che la distingue tra le altre virtú perché suppone la grandezza di un cuore che si arrischia. "La fede è la certa sicurezza di quello che speriamo; la dimosstrazione di quello che non vediamo" (Ebr 11,1). Essenzialmente la fede consiste en far presente quello che non vediamo; agire per la sola speranza di quello che speriamo senza possederlo adesso; arrischiarsi per raggiungerlo.
Gli Apostoli Giacomo e Giovanni non si rendevano perfettamente conto di quello che promettevano, ma l'intimo del loro cuore si manifestava in queste parole, profetiche della loro vita futura. Si abbandonarono senza riserva e sonos tati presi sul serio da Uno piú forre di loro e conquistati da Lui. Peró anche se sapevano poco sul valore della loro offerta, si offrirono di tutto cuore e cosí furono accettati "Potete bere? -Si, lo possiamo! Berrete dunque il calice mio e sarete battezzati con il Battesimo con il quale io saró battezzato" (Mt 20,22).
Cosi fece pure nostro Signore con Pietro: accettó l' offerta dei suoi servizi anche se lo avverti di quanto poco si rendeva conto di quello che offriva.
Il caso del giovane ricco, che si fece triste quando Nostro Signore gli chiese di lasciare tutto e seguirlo, è uno di quei casi in cui uno non ha il coraggio di rinunciaare a questo mondo per l' altro, fidandosi nella sua Parola.
Conclusione: Se la fede è la essenza della vita cristiana, ne segue che è dovere nostro arrischiare tutto quanto possediamo, basandoci sulla Parola di Cristo, con la speranza di quello che non possediamo ancora e dobbiamo faro in un modo hobile, generoso, senza superficialitá anche se non vediamo tutto quello che offriamo, né tutto quello che riceveremo, peró confidando in Lui, che manterrá le sue promesse, che ci dará la forza per mantenere i nostri voti e le nostre promesse e cosí poter lasciare ogni ansietá e preoccupazione per il futuro.
Pensiamo. ¿Che cosa hai rinunciato per fidarti di Cristo? In ogni rischio c'è qualcosa che bisogna sacrificare: arrischiamo i nostri beni per un guadagno quando abbiamo fiducia in un piano commerciale. Ché cosa abbiamo rischiato per Cristo? Che cosa gli abbiamo dato per fidarci delle sue promesse? Questo è il problema: ché cosa abbiamo arrischiato noi?
Per esempio, San Bernabé possedeva un terreno in Chipro: lo vendete per i poveri di Cristo. C'è qui un sacrificio, fece qualcosa che non avrebbe falto se il Vangelo di Cristo fosse falso... Ed è chiaro che se il Vangelo di Cristo fosse falso (cosa imposibile) fece un molto cattivo affare; sarebbe come un commerciante che fallisce o le sue navi affondassero.
L'uomo confida nell' uomo, si fada del suo vicino, arrischia, peyó i cristiani non rischiano molto in forza delle parole di Cristo e questo è la unica cosa che dovremmo fare. Cristo ci avvisa: "Fatevi degli amici con il Denado ingiusto, perché quando venga a mancare, ci ricevano nelle eterne dimore" (Lc 16,9) Cioé, rinuncino in vista del mondo futuro quel denaro che quelli senza fede usano tanto male: vesti I' ignudo, alimenta l' affamato...
Cosí colui che avendo buone speranze nel mondo, abbandona tute i suoi progetti, si arrischia per Cristo. O quello che, desiderando la perfezione, abbandona progetti mondani e, come Daniele o San Paolo, con molto lavoro e sforzo conduce una vita illuminata solo per la vita che verrá. O quello che, quando vede avvicinarsi quello che it mondo chiama male, anche se trema dice: "Che si faccia la tua volontá!" Questi rischiano quello che possono per la fede.
Accettare
Questi sono stati ascoltati da Dio e le loro parole sono state ascoltate, e, anche se non sapevano fino a che punto arrivava la loro offerta, Dio peró lo sapeva che davano quello che potevano e arrischiavano molto. Sono cuori. generosi, come Giovanni, Giacomo, Pietro che spesso parlano molto di quello che volevano fare per Cristo, parlano sinceramente anche se;senza saperlo, e per la loro semplicitá sono stati esauditi; con il tempo avrebbero imparato quanto seria era la loro offerta. Dicono a Cristo "lo possiamo" e le loro parole sono esaudite nel cielo.
E quello che succede in molte situazioni nella vita. Cosí, nella Cresima quando rinnoviamo le promesse del Battesimo, non sappiamo propio bene quello che promettiamo, ma confidiamo in Dio e speriamo che Lui ci dará la forza per mantenerle.
Cosí pure, quelli che professano nella vita religiosa, non sanno fino a che punto si compromettono, né quanto fino a che profonditá si immergono né cuanto seducenti saranno le cose del mondo che lasciano.
E cosí pure, in tante circostanze, l'uomo se sente portato a scegliere it cammino nella vita religiosa che lo puó condurre chissá fino al martirio. Non vedono dove termina la strada! Solo sanno che quello è cuanto devono fare e ascoltano nel loro interiore un sussurro che dice loro che in qualsiasi difficoltá Dio dará loro la grazia per non essere al di sotto della loso missione.
I suoi Apostoli gli dinero: Possiamo! E Dio li rese capaci di soffrire como di fatto soffrirono: Santiago martirizzato in Gerusalemme (il primo degli Apostoli); Giovanni piú ancora, perché morí per ultimo: anni di solitudine, esiglio e debolezza. A ragione dirá al fine della sua vita: "Vieni Signore Gesú" (Ap. 22,20), come quelli che sono stanchi della notte e sperano il mattino.
No non dobbiamo accontentarci di quello che abbiamo; piú che le gioie, desideriamo portare la Croce per ricevere dopo la corona. Quali sono, dunque, oggi i nostri rischi basati sulla sua Parola? Gesú ce lo dice esplicitamente: "Colui che lasciasse la casa, o i fratelli o le sorelle, o il padre o la madre, la sposa e i figli o i campi per il mio nome, riceverá il cento per uno el' eredita del cielo... Ma molti che sono i primi saranno ultimi e gli ultimi saranno i primi" (Mt 19,29-30)

 

 
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