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13. La morte
 
     
 

Il significato cristiano della morte

La vita dell' uomo oscilla tra due poli: l'adorazione di Dio o l'adorazione del suo `io' ; il servizio di Dio o la lotta contro Dio. Per apprezzare i veri valori in gioco in questa lotta, non cié niente di più utile che meditare sulla morte, e questo non significa una contemplazione terrorifica, ma al contrario, una visione di consolazione e speranza.

Ci sono due modi di considerare la morte: un modo puramente umano e l'altro cristiano.

1° Secondo il punto di vista o concetto umano la morte è la gran catastrofe, la fine di tutto. E questo un concetto impregnato di tristezza (i filosofi stoici si suicidavano per essere pienamente padroni della loro fine como volevano esserlo della loro vita).

Fin dai primi tempi della storia l'uomo ha avuto paura della morte. Nessuno la conosce per esperienza propia e, di quelli che sono passati per essa, nessuno è tornato indietro per dirci quello che è: tutti sono entrati nel silenzio eterno.

La morte ordinariamente è preceduta da una dolorosa malattia accompagnata da una impotenza progressiva che arriva ad essere totale. Quelli che circondano il moribondo contemplano, in totale passività, come l' essere amato è trascinato verso l' inevitabile abisso. Vorremmo seguirlo con lo sguardo, ma ci sembra che il nulla lo habbia divorato.

Cuando viviamo non ci sembra di essere cosí soli davanti a Dio. Ci sono altri esseri che, anche se deboli, ci offrono un rifugio in cui nasconderci, ma, nel momento della morte, no ci rimane nuente per nasconderci: l' anima è strappata verso la pianura infinita docce non cié che lei e Dios.

2° Il concetto cristiano della morte è immensamente più ricco e consolatore: la morte per il cristiano è il momento di incontrarci con Dio, quel Dios che habbiamo cercato durante tutta la sua vita. La morte per il cristiano è l'incontro del Figlio con il Padre; è la intelligenza che trova la suprema verità, è la intelligenza che si impossessa del sommo Bene. La morte non è morte.

Vedremo Dio i faccia a faccia, propio quel Dio che adesso rimane nascosto. Vedremo la sua Madre, la nostra dolce Madre, la Vergine Maria.. Vedremo i suoi santi, suoi amici che saranno pure nostri amici; troveremo i nostri genitori e i parenti, e quelli che ci hanno preceduti.

Nella vita terrena non possiamo penetrare nell' intimo del loro cuore, ma nella Gloria ci conosceremos senza ombre né incomprensioni. Molti si chiedono se nell' altra vita potremo conoscere i nostri cari. Conoscendo il modo di fare di Dio ci chiediamo: non sarebbe una strana burla da parate di Dio, quella di porre nel nostro cuore un amore immenso, ardente verso i nostri cari che per noi sono più che noi stessi, se questo amore fosse destinato a scomparire con la morte? Tutto quello che siamo ci accompagnerà nell' al di llà Dio non rompe i vincoli che Lui ha creato. Ma, soprattutto, il gran dono del cielo consiste nell' esere presenti davanti a Dio. Che cosa possiamo desiderare di più?

Cuale sarà la sorpresa e l`allegria del cristiano al termine della vita terrena, rendersi conto che la prova è giunta al suo termine? I dolori sono passati, ed è arrivato quello por il cuale uno lottò e si sacrificò. Che poco prezzo per una Gloria eterna! Ci furono anni difficili.. Però che brevi sono stati!

Che poca cosa è la vita umana vista in è stessa! Che grande se si pensa alle sue conseguenze eterne! Ë come una semente piccola e di poco valore che germina e matura per l'eternità Questa vita è preziosa per il fatto che ci rivela, nelle sue ombre e immagini, l'esistenza e gli attributi di Dios onnipotente: è preziosa perché ci permette di trattare con anime immortali che vivono come noi nella prova; è preziosa perché ci permette di aiutarle a conoscere Cristo e ci permette rimuovere gli ostacoli che il mondo oppone alla grazia.

Dolori? In questa vita terrena soffriremo, ma i dolori non sono un castigo, come neppure morire è solo un castigo. Ë bello poter soffrire per Cristo. Lui soffri per primo per noi. Scese dal cielo alla terra per cercare l'unica cosa che nel cielo non si trovava: il dolore, e lo assumi senza misura per amor dell' uomo. Lo fece suo nella sua anima, nella sua immaginazione, nel suo cuore, nel suo corpo e nel suo spirito, perché "ha amato me, anche m, e si getòo in braccio alla morte per me" (Gal 2,20).

Dopo di Lui, Maria sua Madre e mia Madre, è Regina del cielo perché amò e soffri.
La vita è stata data all' uomo perche possa collaborare con Dio, per realizzare il suo piano. La morte è il coronamento di questa collaborazione perche è il dono di tutti le nostre possibilità nelle mani del Creatore. Che ogni giorno sia come una preparazione alla mia morte donandomi minuto per minuto all' opera di collaborazione che Dio mi chiede, compiendo la mia missione, quella che Dio aspetta da me, quella che solo io puedo compiere.

La morte è la grande consigliera dell' uomo. Ella ci mostra l' essenziale della vida, come l' albero nell' inverno, una volta spogliato di tutte le sue foglie, mostra il tronco. Ogni giorno stiamo morendo, come le acque che si accicinano, minuto per minuto, al mare che le riceverà. Che questa morte quotidiana, sia quella che illumini le nostre grandi decisioni..Alla sua luce come risplenderanno chiare le decisioni che dobbiamo prendere, i sacrifici che dobbiamo accettare, la perfezione che dobbiamo abbracciare.

Il grande stimolo per la vita e per la lotta durante la vita, è la morte: potente motivo per darmi a Dio per Dio stesso. E mentre l'incredulo non assume nessuna impresa per timore alla morte, il cristiano si affretta a lavorare perché il suo tempo è breve, porché manca cosí poco per presentarsi a quello che gli diede tutto, a quello che egli ama piú che se stesso. Affrettati aima mia, fa qualcosa di grande e bello che presto devi morire. Fallo oggi e non domani, perché oggi può arrivare Lui a prendere la tua anima. Se comprendessimo la morte in questo modo, comprenderemmo perfettamente che, per il cristiano, meditare sulla morte non ispira terrore, ma piuttosto al contrario, allegria, la unica autentica allegria

Fratelli, credo che la meditazione sulla morte non è stata per noi una meditazione di paura ma di consolazione Perché dovremmo temerla? Perché spaventarci se dobbiamo abbandonare questo mondo che ci inganna, noi che siamo stati battezzati per un altro mondo? Perché desiderare ansiosamente una lunga vita, di ricchezze, onori e comodità, noi che sappiamo che il cielo sarà migliore di quello che possiamo immaginare, e non solo come un sogno, ma veramente, e per sempre? Perché riposarci in questo mondo mentre non è nient' altro che una immagine, il simbolo dell `altro mondo reale? Perché accontentarci con la superficie in vece di impossessarsi del tesoro che contiene?

Per quelli che hanno fede ogni cosa che vedono gli parla dell' altro mondo, le bellezze della natura, il sole, la luna, tutto non è che immagine che ci testimonia l' invisibile bellezza di Dio. Tutto quello che vediamo è destinato a fiorire un giorno ed è destinato ad esere Gloria immortale.

Il cielo si trova fuori dalla nostra vista, ma lo vedremo, e come la neve cuando si scioglie mostra quello che nasconde, cosí la creazione visibile si scioglierà davanti ai grandi bagliori che la superano. Quel giorno le nubi spariranno; il sole si farà pallido davanti alla luce della quale egli non è che una immagine, il Sole di giustizia che verrà in figura visibile. "come lo sposo che esce dalla sua camera" (Sal 19,6). Questi pensieri ci devono far dire ardentemente: "Vieni Signore Gesù" (Apoc 22,20).
 

 
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