Testi
15. Abnegazione e allegria
 
     
 

Meditazione per un ritiro di sacerdoti 1948

Non basta darsi, bisogna darsi con allegria. Non basta lasciarsi uccidere, bisogna anche andare al combattimento cantando. Bisogna far amare la virtù. Bisogna fare in modo che gli esempi siano contagiosi, altrimenti rimarrebbero sterili. Bisogna rendere la vita di quelli che ci circondano saporita e piacevole.

Questo vuol dire trionfare sul egoismo sottile, che una volta espulso dalla trama della nostra vita, tende a rifugiarse nelle pieghe, cioé, nella nostra sensibilità egoista che ci fa credere che siamo martiri o per lo meno vittime, innalzandoci sopra un piedestallo e cercando di essere consolati.

Canta e va avanti, la abnegazione totale è allegria perenne. È forse come la quadratura del circolo? No. Perché c' è un legame segreto tra il dono di sé stessi, per amore e la pace dell' anima.

La nostra vocazione è abbandono totale a Cristo, a Cristo risorto. In ché consiste questo atteggiamento? E difficile definirlo, come non si può definire la bellezza di una suonata di Beethoven, o di una Vergine del Beato Angelico. E diverso per ciascuno di noi. Negativamente, è la eliminazione di tutto quello che ci urta, ci da fastidio e pena, è quello che preoccupa gli altri, e rende loro la vita dura o piú pesante...

San Paolo ci dice: "Aiutatevi mutuamente a portare i vostri pesi e praticherete cosí la legge di Cristo" (Gal. 6,2). Non dice: "Imponete agli altri i vostri pesi ". Questo renderebbe piú pesante la il clima generale.

Un temperamento dolce, allegro, un poco anche originale, semplice, non forzato, amabile nel recevere le persona e le cose, contribuisce all' allegria della vita.. Cosí Santa Teresa rallegrava e favoriva l' allegria. Qualche barzelletta a tempo giusto andrebbe bene…Come pure... sedersi insieme a una tavola con semplicità..

Tuti possono fare qualcosa, ciascuno secondo il suo carattere: gli uni allegri, altri artisti, altri tranquilli e pacifici, altri simpatici... Ciascuno coltivando la sua natura. La grazia suppone la natura.

Se non fa amare la virtu, gli altri non la cercheranno. La stimeranno ma non la cercheranno.. Tutti desidererebbero stare sulla cima del monte per godere un bel panorama, però quello che gli impedisce di essere in cima al monte è la difficoltà di scalare. La salita è difficile, a volte pericolosa, e sembra lunga. Ma il tipo allegro supera questa difficoltà. E come l' alpinista: se ritorna da una escursione allegro e animato: conquista altri affezionati; se ritorna rotto, tremante e lamentandosi, gli altri dicono: Bah. Non fa per me!

Un santo triste è un triste santo "Prendete su di voi il mio peso e imparate da me che sono mite e umile di cuore e troverete riposo per le vostre anime. Perché il mio giogo è soave e ill mio peso leggero" (Mt 11,29-30). Cuante vocazioni nascono al veder novizi sorridenti!
 

 
  testi 15 da 48