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19.
Una sana spiritualità
 
     
 

Riflessione personale scritta nel novembre del 1947

Quelli che si preoccupano della vita spirituale non sono molti; e disgraziatamente di questi non tutti vanno per il giusto cammino. Quanti durante decine di anni, fanno meditazione e lettura senza trarne profitto! Quanti, piú preoccupati di seguire un metodo che lo Spirito Santo! Quanti vogliono imitare alla lettera le pratiche di tale o quale santo! Quanti aspirano a stati straordinari, alle meraviglie, alle grazie sensibili! Quanti dimenticano che fanno parte di un' umanità sofferente e si fabbricano una religione egoista che non si ricorda dei fratelli! Quanti leggono e rileggono manuali, o cercano ricette, senza conoscere il Vangelo, senza ricordarsi di San Paolo!

D' altra parte la vita spirituale si confonde con le pratiche di pietà: lettura spirituale, preghiere, ricerche. La vita attiva diventa una toppa che si aggrega, ma non un prolungamento, o una preparazione della vita interiore. Le preoccupazioni della propria vita ordinaria, dei propri doveri di stato, sono messi fuori della preghiera: sembra indegno mescolare Dio e quelle cose banali.

Cosi arrivano a forgiarsi una vita spirituale complicata e artificiale. Invece di cercare Dio nelle circostanze dove ci ha posto, nelle necessità profonde della mia persona, nelle circostanze del mio ambiente temporale e locale, preferiamo agire come uomini astratti. Dio e la vita reale non compaiono mai nello stesso campo di pensiero e di amore. Lottano per mantenere in se un sentimentalismo affettivo di orientazione divina, per mantenere, con sforzo lo sguardo fisso in Dio, per sublimarsi intensamente; o piuttosto si accontentano delle formule zuccherate dei libri chiamati di pietà. Questo fa pensare all' affermazione di Pascal: l' uomo non è né angelo né bestia, ma chi vuole essere come angelo, opera come bestia.

Una cosa píù grave: sacerdoti, uomini di studio, che trattano materie soprannaturali, predicatori che preparano le loro prediche al mattino... non avranno neanche l' idea di introdurre queste materie nella loro vita di preghiera.

Secolari che dirigono opere di azione si proibiranno pensare a queste materie durante le loro preghiere. Uomini che passano i loro giorni sulle miserie del prossimo, per soccorrerle, appartano il ricordo dei poveri, mentre assistono alla messa. Apostoli schiacciati da responsabilità per il regno di Dio, considerano quasi una mancanza vedersi accompagnati dalle proprie preoccupazioni e inquietudini.

Come se tutta la nostra vita non dovesse essere orientata verso Dio, come se pensare a tutte le cose per Dio, non fosse gia pensare a Dio; o come se potessimo liberarci a nostro arbitrio delle preoccupazioni che Dio stesso ci ha posto. Invece è così facile, così indispensabile, elevarsi a Dio, perdersi in Lui, partendo dalla nostra miseria, dai nostri fallimenti, dai nostri grandi desideri. Perché, quindi, toglierli da noi, invece di servici di essi come trampolino? Con semplicità, quindi gettiamo il ponte della fede, della speranza, dell' amore, tra la nostra anima e Dio.

Una spiritualità sana dà ai metodi spirituali la loro importanza relativa, ma non la esagerata che alcuni le attribuiscono. Una spiritualità sana è quella che si adegua alle individualità e rispetta le personalità. Si adatta ai caratteri, alle formazioni, alle culture, all' esperienze, agli ambienti, alle condizioni, alle circostanze, alla generosità... Prende ognuno cosi come è, in piena vita umana, in piena tentazione, in pieno lavoro, in pieno dovere. Lo Spirito che soffia sempre, senza che si sappia da dove viene e dove va (cfr. Giov. 3.8), si serve di ognuno per i suoi fini divini, ma rispettando lo sviluppo personale nella costruzione della grande opera collettiva che è la Chiesa. Tutti servono in questo cammino dell' amanitá verso Dio; tutti trovano lavoro nella costruzione della Chiese; il lavoro di ognuno, il voluto da Dio, sarà quello in cui si rivelerà nelle circostanze in cui Dio lo collocherà, e per la luce che a lui darà in ogni momento. L' unica spiritualità che ci convince è quella che ci introduce nel piano divino, secondo le mie dimensioni, per realizzare quel piano in obbedienza totale.

Ogni metodo troppo rigido, ogni direzione troppo definitiva, ogni sostituzione della lettera allo spirito, ogni dimenticanza delle nostre realtà individuali, solo riescono a diminuire l' impeto del nostro cammino verso Dio.

Saranno, quindi metodi falsi tutti quelli che siano imposti con uniformità, tutti quelli che pretendono dirigerci verso Dio facendoci dimenticare i nostri fratelli, tutti quelli che ci fanno chiudere gli occhi sull' universo, invece di insegnarci ad aprirli per elevare tutto al Creatore di ogni essere, tutti quelli che ci fanno egoisti e ci ripiegano su noi stessi, tutti quelli che pretendono inquadrare la nostra vita dal di fuori, senza penetrarvi interiormente per trasformarla; tutti quelli che danno all' uomo il vantaggio su Dio.

Paragonando il Vangelo con la vita della maggior parte di noi, i cristiani, si sente un malessere... La maggior parte di noi ha dimenticato che siamo il sale della terra, la luce sul lumicino, il lievito della massa... (cfr. Mat 5,13-15). Il soffio dello spirito non anima molti cristiani, uno spirito di mediocrità ci consuma. Ci sono, tra di noi attivi, ancor piú, agitati, peró le cause che ci consumano non sono la causa del Cristianesimo.

Dopo aver guardato e ritornare a guardare se stesso e quello che uno trova attorno a se, prendo il Vangelo, vado a San Paolo, e lì trovo un cristianesimo tutto fuoco, tutto vita, conquistatore, un cristianesimo vero che prende tutto l' uomo, rettifica tutta la vita, consuma ogni attività. E' come un fiume di lava ardente, incandescente, che esce dal fondo stesso della religione.

La consegna al Creatore! In ogni cammino spirituale retto, c' è sempre il principio del dono di se stesso. Si moltiplicano le letture, le preghiere, gli esami, ma senza arrivare al dono di se stesso, è un segno che ci siamo persi... Prima di ogni pratica, di ogni metodo, di ogni esercizio, si impone un' offerta generosa e universale di tutto il nostro essere, del nostro avere e possedere... In questa offerta piena di se stessi, atto dello spirito e della volontà, che ci porta alla fede e nell' amore al contatto con Dio, risiede il segreto di ogni progresso.

 
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