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21. Colui che si dona cresce
 
     
 

Riflessione personale, novembre del 1947

Comincia col darti. Colui che si da, cresce. Però non bisogna darsi a qualsiasi persona, né per qualsiasi motivo, ma per quello che vale veramente la pena: darsi al povero nella sua disgrazia, a quella gente che vive nella miseria, alla classe sfruttata, alla verità, alla giustizia, al progresso dell' unamnità. a ogni causa grande, al bene comune della propia nazione, del propio gruppo, di tutta l' umanità; darsi a Cristo, che ricapitola questi ideali in sé stesso, che li contiene, che li purifica, che li eleva; darsi alla Chiesa, messaggera di luce, donatrice di vita, liberatrice; darsi a Dio Bene supremo comune. Ogni volta che mi dono cosí, sacrificando quello che è mio, dimenticandomi di me stesso, io acquisto più valore, mi sento più completo.

Avere grandi ideali, volere in grande, pensare in grande, realizzare in grande. Al cominciare un avoro, devo prepararlo pazientemente. L' improvvizazione risulta generalmente disastrosa. Bisogna amare il lavoro bien fatto e per fare questo bisogna impiegarci tutto il tempo che ci vuole.

Bisogna pensare e ritornare a pensare. Bisogna in ogni cosa saper discernere quello che è essenziale. Non c' è tempo se non per questo. Foch diceva: "Cuando un uomo di mediocre capacità concentra le sue energie in un unico obiettivo, sí o s í lo deve raggiunge"

La vita e troppo corta per perdere il tempo in raggiri. Molti non cercano la verità, neppure il bene ma solamente l'esito.

Frequentemente si insegna agli uomini a non compromettersi, a non avventurarsi. È questo precisamente il contrario della vita. Ciascuno può disporre solamente di un certo potenziale per il combattimento. Non deve sprecarlo in scaramucce.

Bisogna imbarcarsi: non si può sapere prima che tipo di imbarcazioni troverò nel cammino, che tempeste succederanno. Una volta prese le precauzioni, bisogna imbarcarsi! Amare la lotta, considerarla como normale. Non meravigliarsi, accettarla, mostrarsi coraggiosi, non perdere il dominio di sé stessi; mai peccare contro la verità e la giustizia. Le armi del cristianesimo non sono le armi dl mondo. Bisogna amare il combattimento, no per sé stesso, ma per amore del bene, per amore dei fratelli che dobbiamo liberare.

Bisogna essere perseveranti. Molti rimangono esausti alle prime battaglie. Dobbiamo sapere che le idee camminano lentamentte. Molti si immaginano che per il fatto che hanno trovato una verità, questa basti per convincere tutti. Si impazientiscono per i ritardi, per le resistenze. Queste resistenze sono normali: provengono dalla apatia o dalla cultura differente o dall' ambiente. Ciascuno parte da quello che è, da quello che ha ricevuto.

Non bisogna spaventarse né irritarsi per l'opposizione, essa è normale e, frequentemente, è giusta. Piuttosto dobbiamo rallegrarci che ci si resista e che ci si discuta. E ecosí che la nostra missione penetra più pronfondamente, si corregge ed entusiasma.

Mi diranno alcuni: "La sua opera è in crisi" Però, amico, in un' opera che cammina, sempre ci sono cose che non vanno. Una opera che è viva sempre si trova in crisi.

Bisogna permanere puri, essere duri, cercare unicamente la verità, il bene la giustizia. Essere semplici e impegnarsi nel permanere semplici. Credere ancora nell' ideale, nella giustizia, nella verità, nel bene, che c' è bontà nel cuore umano. Credere nei mezzi poveri. Iniziare con buona fede la battaglia contro i potenti. Non cercare di ingannare, né accettare l' uso di mezzi che corrompono.

Quando l' ostacolo è l' oppsizione degli uomini, la migliore tattica, è spesso di continuare il propio cammino, senza preoccuparsi di questa contrarietà. Si perde tempo prezioso in polemiche mentre quello che conta è costruire. Se I `opposizione viene dagli uomini di buona volontà, dai "santi", dai superiori, allora devo verificare la mia direzione ed esaminarmi se sto camminando con la Chiesa.

Ricordati: "si fa un lungo cammino,, dopo essersi stancanti" La grande ascetica consiste in non mettersi a raccogliere fiori nel cammino. La sofferenza, la croce consiste soprattutto nel permanere nel combattimento che si è iniziato. Questo è quello che ci fa simili a Cristo.

Ci sono di quelli che vogliono crescere sensa soffrire. Non hanno compreso ancora quello che vuol dire crescere... Vogliono crescere per mezo del canto, dello studio, del piacere e non per pezzo della fame, l' angoscia, l' insuccesso e il duro sforzo di ogni giorno, né accettando l' incapacità, che ci insegna a unirci al potere di Dio; non per dover rinunciare ai propri progetti; questo ci fa trovare i progetti di Dio. Il dolore fa bene perché mi fa conoscere le mie limitazioni, mi purifica, mi obbliga a stendermi sulla croce di Cristo, mi obbliga a rivolgermi a Dio.

In un gruppo di apostoli realisti si ascoltano frequentemente frasi come queste: "Dopo di una cima, un' altra.." . 90% di insuccesso! Bisogna stare allegri nonostante tutto! Bisogna.. cominciare con l' autocritica. L' insuccesso costruisce. Allegria, pace, coraggio…evviva e sempre evviva! Cosí è la vita... La vita è bella! Non gridare allo scandalo. Non gridare. Non indignarsi. Non irritarsi. Non dimenticarsi di ridere e incoraggiare gli altri. Continuare sempre. Non si può fare niente in un mese: al capo di dieci anni è enorme il lavoro fatto. Ogni goccia conta.

Devo donarmi senza calcoli, senza inganni, con tutto me stesso,, a Dio e ai miei fratelli, e Dio mi prenderà sotto la sua protezione. Egli mi prenderà della mano e passerò illeso in mezzo alla innumerabili difficoltà. Lui mi condurrà al suo lavoro, quello che vale. Lui si incaricherà di purificarmi, di perfezionarmi e mi metterà in contatto con quelli che lo cercano e ai quali Lui stesso dà la forza. Quando Dio prende uno non lo lascia facilmente.

Per questo ottimismo, niente vale come una mentalità di fede. La fede è una luce che ti invade. Mentre più si vive di fede, maggior è la sua luce. Essa tutto lo penetra e fa che tutto lo possiamo vedere in funzione dell' essenziale, dell' eterno. Colui che la segue non cammina mai nelle tenebre. Trova la soluzione a tutti i problemi, e grazie a lei, nel mezzo del combattimento, quando già non ne può piú per la pressione, come il tappo di una bottiglia di spumanate che salta, tu fuggi verso l' alto, ti unisci a Cristo e in Lui trovi la pace. La fede ci fa vedere che ogni goccia conta, che il bene è contagioso, che la verità trionfa.
 

 
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