Testi
25. Il dovere della caritá
 
     
 

Meditazione predicata per radio nell' aprile del 1944

Anche se dobbiamo guardare il cielo per adorare il Padre, per ricevere la sua ispirazione e per fortificarci in vista dei nostri lavori e sacrifici, questo gesto non puó essere l' unica cosa da farei nella nostra vita. Ë importantissio pregare, e senza questo non c' è attivitá veramente efficace, ma deve completarsi con un altra attivitá anch'essa profondamente evangelica. Dobbiamo avere uno sguardo di amore y di interesse per le cose terrene, per questa terra cosí piena di valore e significato, questa terra che conquistó l' amore di Dio Eterno, un amore tanto grande che lo spinse a lei per redimerla e santificarla con i suoi insegnamenti, i suoi esempi, i suoi dolori e la sua morte.

Tutta la gloria che risplende nel cielo, si prepara nella terra. Il cielo è il granaio del Padre, ma quelmeraviglioso granaio non ha mai aumentato le spighe di un solo grano, né una sola spiga il campo seminato. Il grano cresce solo nel fango di questa terra.

La devozione al Cuore di Gesú e al cuore di María hanno questo profondo senso: ricordare agli uomini tristi del mondo moderno, che al di sopra dei loro dolori c'è un Dio che li ama, c'è un Dio che è amore (cf. 1Gv 4,8), un Dio che cuando ha voluto scegliere un simbolo per manifestare il messaggio piú profondo della sua anima, ha scelto il Cuore perché simboleggia l' amore, l' amore per loro, uomini di questa terra. Un amore che non è un vano sentimentalismo, ma un sacrificio forte, duro che non si arrestó davanti alle spine, le frustate e la croce.

E insieme a questo Cuore, ci ricorda anche che ce n'è un altro che ci ama, il Cuore di sua Madre e Madre nostra Maria. Lei ci accettó come figli quando il suo Cuore era al punto di squarciarsi di dolore ai piedi della croce, al vedere come soffriva il Cuore de Gesú, suo Figlio, per noi gli uomini di questa terra. Questa terra fu redenta per mezzo del dolore di un Dio fatto uomo che volle associare alla sua opera di redenzione il dolore di sua Madre y quello dei suoi discepoli. Il messaggio de amore di Gesú e di María, ci spinge ad amare.

Con questa intenzione invito voi tutti, che amo in Cristo, a raccogliervi per qualche minuto in un atteggiamento di preghiera. Se tenete davanti agli occhi it santo crocefisso o la immagine del Cuore di Gesú e del Cuore di María, comprenderete, in questo simbolo, tutta l' urgenza di questo invito alla caritá, all' amore, al interessamento per i nostro fratelli di questa terra. E queto it precetto piú importante della vita cristiana.

Questa chiamata costituisce il nucleo della predicazione cristiana., "Colui che non ama il suo fratello non è nato da Dios", dice San Giovanni. "Se uno dice "Io amo Dio e non ama a suo frtello en un menzognero" Come puede uno amare Dio se, esendo ricco e vedendo suo fratello soffrire privazioni, gli chiude il cuore?" (cf 1Gv 4,8; 4,20; 3,17).

La dottrina dei sommi pontefici, ripetono con straordinaria frequenza questo primato della caritá nella vita cristiana. Il primo Papa, San Pietro, nella primera lettera que diretta alla nascente comunitá cristiana, ci lasció questo insegnamento. "Slate perseveranti nella preghiera, ma al di sopra ti tutto praticate continuamente la caritá fraterna" (1Pe 4,7-8)

Leone XIII nella sua encíclica Rerum Novarum ci diceva: "E dalla abbondante diffusione della caritá que si puó sperare la salvezza, parliamo di caritá cristiana in cui si riassume tutto il vangelo" (n° 41).

Fratelli in Cristo. Ricordatevi che la generositá è piú preziosa dell'onestitá e la pietá.Ricordatevi che non avrebbero compiuto ií suo dovere quelli che dicessero: "no ho fatto it male a nessuno" perché siete obligati a fare continuamente it bene. E molto bello non fare it male, ma è una cosa molto negativa non fare it bene.

Odio e uccisioni sono quello che uno legge nelle pagine della stampa quotidiana; e odio è quello che avvelena I' ambiente che si respira. Il tremendo dolore della guerra in Europa e nell' Asia come puó lasciarci indifferenti? Dobbiamo essere solidali con tanti uomini, donne e bambini che soffrono come chissá mai si è sofferto nel mondo, gia che in tutti i continenti si riperquotono le conseguenze del grande dramma europeo. "Ché c'entro io con il sangue di mio fratello?" diceva cinicamente Caino (cf. Gn 4,9) cosi sembrano pensare alcuni che si disinteressano dell' immenso dolore di oggi. Questi dolori sono nostri, non possiamo rimanere indifferenti.

Sono numerosissimi i bambini di tutte le razze del mondo che sarebbero capaci con la grazia di Dio di essere discepioli prediletti di Cristo; purtroppo non hanno trovato l' apostolo che faccia loro conoscere il Maestro. Non posso non preoccuparmi di loro... Sono miei fratelli della terra, destinati ad essere fratelli di Cristo. Sono i pescatori e i lavoratori, i commercianti nelle loro capanne nella China, i pescaatori di perle che si tuffano nelle acque dell `Oceano, i minatori del carbone che scendono nelle viscere della terra, i lavoratori del salnitro, del rame, gli operai che lavorano negli alti forni e tutti quelli che sentono grandi aspirazioni e immensi dolori da sopportare, nella loro vita e nelle loro famiglie. Cristo mi dice che non amo sufficientemente, che non sono sufficientemente fratello di tutti quelli che soffrono, che i loro dolori non raggiuntono fino al fondo della mi anima. E vorrei, Signore, essere tormentato per la fame e la sete di giustizia che mi torturasse per desiderare per loro tutto il bene que desidero per me.

Sono cosí numerosi quelli che ti cercano, Signore, lontani dalla vera luce... Sono piú di mille milioni quelli che non conoscono ancora colui que è Cammino, Veritá e Vita" (1Gv 14,6)

Quanti dolori non troyano conforto nelle loro anime, perché non conoscono colui que insegnó a soffrire con rassegnazione, con sentimento di solidarietá e di redenzione sociale.

E se, senza guardare tanto lontano, gettiamo uno sguardo a questa nostra terra cilena, quanti fratelli nostri troviamo in lei che esigono la nostra comprensione, la nostra giustizia, la nostra caritá. La dottrina di Cristo non viene predicata nene grandi estensioni di terra della nazione cilena, la pampa si trova quasi senza sacerdoti; parrocchie sesa parroco.Cuanti giovani, se pensassero a questa realtá, sentirebbero ardere un nuovo desiderio nene loro anime e comprenderebbero che c'è un ideale grande per cui offrire la loro vita. Signore, dacci questo amore, l' unico che ci uó salvare!
 

 
  testi 25 da 48