Testi
31. Impegno e testimonianza
 
     
 

Lettera da Pasigi, dicembre del 1947

"Grazie a Dio che finisce un anno piú di vita ben impiegato" Questo lo potrebbe dire lei al Signore con tutta sinceritá e umiltá. E stata la grazia di Dio la sua vocazione a servirlo, come lo chiamó alla vita. Non sarebbe giusto non riconoscere questa grazia. Guardando al passato il cammino percorso, non si fermi solo a ricoscere i difetti e le imperfezioni, ma anche le cose che Dio le ha permesso di fare e all' ideale al quale ha consacrato la sua vita: cercare Lui nel prossimo, servirlo e amarlo negli altri, cominciando dalla sua figlioletta, dal ricordo sempre affettuoso di suo marito, della sua famiglia, e poi dei suoi poveri, quelli nei cuali la fede ci fa vedere Dio presente.

Mentre piú penso a questa povera Europa del dopoguerra, amareggiata, impoverita, scoraggiata per la mancanza di lavoro, al meno in alcuni paesi, piú chiaramente scopro cual è la nostra missione di cattolici..Testimoniare Cristo in questo mondo triste, dar testimonio della nostra allegria che si fonda nella nostra fede il Lui, nella bontá del Padre dei cieli; testimonio di una incrollabile speranza e di una profonda caritá. Questo e nient' altro; peró è suffíciente per salvare il mondo.

Sto legendo la bella lettera pastorale del Cardinale di Parigi: Apogeo o caduta della Chiesa, e il suo insegnamento ripetuto fino alla noia: il cattolico ha la missione di "incarnarsi, compromettersi nelle cose terrene per dar testimonio di Cristo".

Queste parole, uno le ascolta adesso ripetute fino alla noia: ma sono il programma per i tempi attuali.

Per grazia di Dio, l'opera alla quale lei si è dedicata tende a questo. Le dico questo per invitarla a guardare, non solo da un punto di vista puramente umano ma dal punto di vista del senso intimo della Chiesa, questa opera che risponde tanto a quello che il mondo ha bisogno.

Per questo, nonostante le difficoltá, la stanchezza, la ripugnaza, le piccolezze propie, vada avanti con la grazia di Dios.

Mi pare molto ben fatto quello che stanno facendo per rendere accogliente il Focolare: quanto piú attrattivo, tanto meglio.

Magari tutto questo posssa portare gli operaai a un sensitmento ogni giorno piú profondo del rispetto che devono a sé stessi, al vedere il rispetto con cui si vedono tratati.

Saluti alla sua familgia

Alberto Hurtado C.s.j.

 
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