Testi
33.
La mia vita è una Messa prolungata
 
     
 

Meditazione sopra la santa eucaristía

1° L' EUCARISTÍA COME SACRIFICIO. Il sacrificio eucarístico è la rinnovazione del sacrificio della croce. Come nella croce tutti eravamo incorporati in Cristo; nella stessa maniera nel sacrificio eucaristico tutti siamo immolati in Cristo e con Cristo.

Questa attualizzazione si può realizzare in due maniere diverse La prima consiste nell' offrire come nostra, al Padre celestiale, la immolazione di Gesucristo, e per questo la immolazione è anche nostra. La seconda maniera, più pratica, consiste nell' unire al sacrificio eucaristico le nostre propie immolazioni personali, offrendo le nostre attività e difficoltà, mortificando le nostre inclinazioni, crocifiggendo con Cristo l' uomo vecchio. Con questo, al participare personalmente in stato di vittime di Gesucristo, ci trasformiamo nella Vittima divina

Come il pane si trasforma realmente nel corpo di Cristo, cosí tutti i fedeli si trasformano spiritualmente con Cristo vittima. Con questo le nostre immolazioni personali sono elevate ad essere immolazioni eucaristiche di Gesucristo che, come capo del corpo místico, assume e fa proprie le immolazioni dei suoi membri.

Cuale orizzonte si apre qui per la vita cristiana! La Messa centro di tutto il giorno e di tutta la vita. Con lo sguardo posto nel sacrififio eucaristico, camminare sempre accumulando sacrifici per consumarli e offrirli nella Messa.

La mia Messa è la mia vita e la mia vita è una Messa prolungata!

2° LA EUCARISTÍA È IL CENTRO DELLA VITA CRISTIANA. Per mezzo dell' eucaristia abbiamo la Chiesa e per mezo della chiesa possiamo giungere a Dios.

Ogni uomo si salva non per sé stesso, per i suoi meriti, ma per la società in cui vive, per mezzo della Chiesa, fonte di tutti i suoi beni. Senza la Eucaristía, la Chiesa della terra rimarrebbe senza Cristo La ragione e i sensi non possono vedere nulla nell' Eucaristia, se non pane e vino, ma la fede ci dà la infallibile certezza della rivelazione divina; le parole di Gesù sono chiare: "Este es mi Cuerpo, esta es mi Sangre" e la Chiesa le interpreta letteralmente e non come puri simboli.

Con tutta la nostra mente, con tutte le nostre forze, come cattolici crediamo che "il corpo, il sangue e la divinità del Verbo Incarnato" si trovano realmente e veramente presenti nell' altare in forza dell' onnipotenza di Dio.

Il Cristo Eucaristico si identifica con il Cristo della historia e dell' eternitá. Non ci sono due Cristi ma uno solo. Noi possediamo nell' Ostia il Cristo del discorso della montagna, il Cristo della Maddalena, quello che si siede vicino al pozzo di Giacobbe con la samaritana, il Cristo del Tabor e del Getsemani, il Cristo risorto dai morti e seduto alla destra del Padre. Non è un Cristo quello che possedè la Chiesa della terra e altro il Cristo che contemplano i beati nel cielo: una sola Chiesa e un solo Cristo.

Questa meravigliosa presenza di Cristo in mezzo a noi, dovrebbe cambiare totalmente la nostra vita. Non abbiamo niente da invidiare agli apostoli e ai discepoli di Gesús che andavano con Lui nella Giudea. e nella Galilea. Lui vive ancora qui con noi. In ogni città, in ogni paese, in ciascuna delle nostre chiese; visita le nostre case, lo porta il sacerdote sul suo petto, lo riceviamo ogni volta che ci accostiamo al sacramento dell' Alt are.

Un' anima rimane superficiale fino a che non soffre... Nel mistero di Cristo esistono profonditá divine dove non possono penetrare se non, per affinità, le anime crocefisse. La santità auténtica arriva alla perfezione nella croce..

Chi vuole ricevere la comunione con frutto, offra ogni mattina una goccia del su propio sangue nel calice della redenzione.

 

 
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