Meditazione sulla resurrezione del Signore
Non tutto è Venerdì Santo. Cristo Resuscitò, la mia speranza! "Io sono
la Resurrezione" (Giov. 11,25). C' è la Domenica, e quest' idea ci deve
dominare. In mezzo ai dolori e alle prove... ottimismo, fiducia e gioia.
Sempre lieti: perché Cristo risuscitò vincendo la morte ed è seduto alla
destra del Padre. Ed è Cristo, il mio bene, colui che risuscitò. Lui,
mio Padre, mio Amico, piú non muore. Che gloria! Cosi anch' io
risusciterò "in Cristo Gesù"... e dopo questi giorni di nuvoloni vedrò
Cristo.
Perché ogni giorno che passo sono piú vicino a Cristo. I capelli bianchi...
Il cielo è molto vicino. Quando questo debole laccio finirà di rompersi...
"desidero morire ed essere con Cristo" (Filip. 1,23). Perché Cristo
trionfò e la Chiesa trionferà. La pietra del sepolcro e le guardie
credettero di averlo schiacciato. Cosi succederà anche con la nostra
opera cristiana. Trionferà! Non sono i piú grandi apostoli quelli più si
mostrano esternamente. Né i migliori esiti quelli che piú si vedono.
Nell' azione cristiana vi è l' esito dei fallimenti! I trionfi che
giungono tardi! Nel mondo dell' invisibile quello che in apparenza non
serve, è quello che serve di piú. Un fallimento completo accettato di
buon gusto, è un esito più soprannaturale che tutti i trionfi.
Seminare senza preoccuparsi di quello che uscierá. Non stancarsi di
seminare, Dar grazia a Dio dei frutti apostolici dei miei fallimenti!
Quando Cristo parlò al giovane ricco del Vangelo, fallì, però, quanti
hanno ascoltato la lezione; e davanti l' Eucaristia, fuggirono, però,
quanti sono venuti dopo! Lavorerai! il tuo zelo sembrerà morto, però
quanti vivranno grazie a te!
Nostro Signore dopo la Resurrezione non si accontentò di godere della
sua propria felicità. Come la gioia del professore è la conoscenza dei
suoi alunni... la sua speranza non è completa finché tutti non abbiano
appreso; come il Capitano della nave non ha la speranza completa finché
non si salva l' ultimo... Sarebbe molto brutto se si accontentasse della
sua propria salvezza!
Tutto il cielo è la grande speranza rivolta verso la terra. San Ignazio
ha grande speranza in noi e non la colmerà fin quando non sia entrato l'
ultimo gesuita. La speranza è il laccio che unisce il cielo e la terra.
Non immaginiamoci il cielo con seggioloni tranquilli. San Pietro sta
guardando il Vaticano tutto il giorno. La terra è il giornale del cielo.
Per questo possiamo gridare: Ehi, salvaci che moriamo! Ricordati che è
la tua opera che sta bruciando. Ehi, santi, guardate la vostra opera!
Pregate per noi! La chiesa lo fa in modo imperativo!
Il cielo tuttavia non è finito: manca parte della Chiesa. E quando
arriva un pover' uomo coperto di polvere della terra, che gioia ci sarà
in cielo! Il Signore lo dice: ci sarà piú gioia in cielo... (Luc. 15,7).
Tutto il cielo interessandosi della terra! E per questo Nostro Signore
assomiglia a sua madre... Si interessa di tutto, perfino della pesca dei
suoi apostoli, di quello che mangiano: " vi resta qualcosa da mangiare?"
Mangiò e distribuì i pezzi (cfr. Giov. 21,1-14). Per mostrarci che gli
interessa, piú che la propria felicità eterna, la sua opera sulla terra.